Specchia. Scopri uno dei borghi più belli d’Italia

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Specchia è un piccolo borgo di circa 5000 abitanti, situato a 50 Km da Lecce e a soli 10 Km dall’Agriturismo Sikalìndi. Sorge su un promontorio a circa 150 metri sul livello del mare ed è considerato tra i più interessanti borghi della Puglia, tanto da essere inserito nella guida “I Borghi più Belli d’Italia”.
specchia lecce panorama

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Le origini del borgo sono molto antiche e alcuni studiosi le fanno risalire ai Messapi, una popolazione di stirpe illirica giunta ad Otranto verso il 1000 a.C. Il suo nome testimonia il passato difensivo di Specchia e deriva dalle cosiddette “specchie”, i cumuli di pietra disposti in forma conica che i Messapi utilizzavano come torri d’avvistamento e di difesa.

Cosa vedere a Specchia.

Il punto di partenza per visitare Specchia è senza dubbio la sua splendida Piazza del Popolo, il cuore del borgo antico su cui si affacciano il Castello e la Chiesa Madre.

Il Castello Protonobilissimo-Risolo

Il centro storico di Specchia è una vera e propria meraviglia dal punto di vista architettonico, artistico e storico. Ha un inconfondibile animo medievale, con al centro il suo forte, il Castello Protonobilissimo-Risolo, un edificio risalente al 1500 e che mostra rifacimenti ascrivibili ai secoli XVII e XVIII.

Appartenuto a varie famiglie importanti, il Castello Risolo fu trasformato in palazzo marchese dalla famiglia Protonobilissimi, marchesi di Specchia nel corso dei secoli XVI e XVII. Attualmente appartiene alla famiglia Risolo il cui stemma è visibile sul portale in ingresso insieme ai busti del feudatario Desiderio Protonobilissimo e della moglie.

L’edificio ha una pianta quadrata con un cortile centrale ed una alta torre merlata. Il fronte orientale, divenuto l’ingresso principale nel 700, si affaccia sull’incantevole Piazza del Popolo.

Chiesa della Presentazione Beata Vergine Maria

Edificata nel 1605, e ristrutturata e ampliata nel corso del 700, custodisce una splendida abside e un altare in pietra leccese. Sulla facciata è presente l’effigie di San Nicola, patrono del paese, mentre il campanile fu aggiunto soltanto nel 1945 in sostituzione dell’antica torre campanaria cinquecentesca, gravemente danneggiata dalla Seconda guerra mondiale.

La Chiesa di Santa Caterina e il Convento dei Francescani Neri

La costruzione della chiesa e del convento dei Francescani Neri risale al 1531, quando si svolse nel convento il Capitolo dei Francescani Neri, come riportato in una iscrizione.

La chiesa di Santa Caterina che originariamente presentava una architettura gotica, a navata unica, è stata rivisitata poi nel 700 durante il periodo barocco. Le sue particolarità sono una piccola Cappella, dedicata a Santa Caterina, che si trova sulla destra appena entrati in chiesa e meravigliosamente affrescata con scene di vita della Santa e del suo martirio. Da dietro il coro, si accede ad una cripta sotterranea di origine basiliana sorretta da 36 colonnine disposte su 4 linee. Sulle pareti restano tracce di antichi affreschi bizantini dedicati ai Santi Cosimo, Agata e Damiano.

A seguito della soppressione degli ordini religiosi, il convento subì numerose trasformazioni divenendo nel 1885 un educandato femminile, poi un orfanotrofio nel 1945. Fu definitivamente chiuso nel 1980.

Cappella di Santa Eufemia

La cappella di S. Eufemia, databile fine IX-inizi X sec., è un angolo di medioevo situata appena fuori dal centro storico. Fu costruita durante il periodo della dominazione bizantina del Salento, e recentemente ristrutturata con la ricostruzione dell’originale tetto a capanna. La struttura ha una pianta rettangolare e un’abside di tipo poligonale all’esterno e semicircolare all’interno, rivolta ad oriente, punto dove nasce il sole, simbolo della divinità di Cristo secondo l’uso bizantino. Entrando all’interno è possibile notare le arcate che in origine dividevano lo spazio in tre navate racchiuse al centro da colonne monolitiche che sorreggono archi a tutto sesto. L’irregolarità delle campate, sia in relazione all’asse della chiesa, sia in relazione alla distanza tra le colonne, fa pensare che ci furono numerosi rimaneggiamenti e che parti diverse del monumento siano riferibili a due momenti distinti.

La Chiesa di San Nicola di Mira

Un’altra testimonianza medioevale del territorio, insieme alla chiesa di S. Eufemia, è la Chiesa di San Nicola di Mira, risalente all’XI secolo, interamente restaurata nel 500 e convertita al rito latino. La chiesa ha una struttura costituita da un’unica navata con abside e sei grandi pilastri disegnano la struttura portante dividendo lo spazio interno in due parti.  Un recente restauro ha permesso di recuperare un mirabile affresco raffigurante la Vergine in trono col Bambino. L’altare maggiore (1762) è in pietra leccese sormontato dalla statua monolitica di San Nicola di Myra.

La Cripta della Madonna del Passo

Un’altra chiesa di origini bizantine è quella della Madonna del Passo, scoperta nel XVI secolo. Ha una forma quadrangolare e al suo interno ospita due altari laterali e un altare centrale, con baldacchino in stile rinascimentale, impreziosito da un dipinto della Madonna col Bambino.

La via dei frantoi ipogei

Sotto le strade di Specchia si snoda la via dei Frantoi ipogei all’interno di un percorso quasi interamente sotterraneo. Testimonianze storiche di un’intensa vita contadina che tra il XV ed il XIX secolo animava tutto il territorio salentino, è possibile ammirare quattro frantoi ipogei: Scupola, Cicca, Perrone e Francescani neri. Le ragioni per le quali i frantoi furono realizzati sottoterra si presume siano due. La prima legata alla facilità di scavo che rendeva il lavoro economicamente più vantaggioso rispetto alla costruzione in superficie; la seconda di natura tecnica, in quanto per agevolare la separazione dell’acqua dall’olio d’oliva, occorreva mantenere una temperatura costante che si aggirava intorno ai 19 20 gradi.

È possibile visitare i frantoi ipogei di Specchia grazie alle visite guidate organizzate dalla locale Pro loco.

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